Immagina l’algebra di Boole e l’algebra degli insiemi come due lingue che descrivono le stesse idee:
| Algebra di Boole | Algebra degli insiemi |
|---|---|
| (AND) | |
| (OR) | |
| (NOT) | |
Viene dunque detto che per ogni Algebra di Boole finita, esiste un insieme (altrettanto finito) , tale che allora è isomorfa all’Algebra di Boole.
Il termine “isomorfa”, è una parola del cazzo utilizzata dai matematici per dire “è la stessa identica cosa, ma con nomi diversi”.
Conseguenze del teorema:
1. Il numero di elementi del supporto.
La tupla dell’algebra di boole: La stessa tupla isomorfa nell’algebra degli insiemi: Il primo elemento di queste tuple sono rispettivamente: "" e "", che sono come abbiamo visto in precedenza il supporto dell’algebra di Boole, un insieme contenente i valori che gli ingressi potranno assumere.
In questo caso, nell’algebra di Boole questi elementi sono e , perciò dato che e sono isomorfi, devono avere gli stessi elementi.
Possiamo dunque affermare che il numero di elementi del supporto è sempre una Potenza di 2 Infatti l’Algebra di Boole ha come elementi: <--- Ossia: e .
2. I Diagrammi di Venn per dimostrare leggi dell’Algebra di Boole.
Per dimostrare una proprietà dell’Algebra di Boole è sufficiente dimostrare la validità dell’equivalente isomorfa Algebra degli insiemi (o delle classi), ad esempio, con i diagrammi di Venn.
Quindi se vuoi dimostrare una legge astratta come: (Legge dell’assorbimento), non devi impazzire con i postulati, puoi semplicemente tradurla nel mondo degli insiemi: Ora puoi anche disegnare un diagramma di Venn e vedere che l’unione tra e l’intersezione di e è semplicemente l’insieme . Se la versione disegnata con il diagramma di Venn è vera, allora il Teorema di rappresentazione di Stone garantisce che sia vera anche nella versione secondo l’Algebra di Boole.
Continua con… L’Algebra di Commutazione.