L’intelligenza artificiale ha avuto il suo boom a fine 2022 con il rilascio del modello GPT-3.5 dell’azienda OpenAI (allora un’azienda no-profit). Questa tecnologia nella sua forma contemporanea esiste da circa 2 decenni e il suo concetto nel mondo informatico è sempre stato noto da molto prima, tuttavia a seguito di questo “boom” ora è un concetto che è fuori uscito dalla nicchia di professionisti e ricercatori di IA ed ha spopolato a tal punto da diventare persino punto di forza nelle pubblicità, dove viene usato indiscriminatamente (rispetto a prima) il termine “IA” o “Intelligenza artificiale” per attirare curiosità verso un determinato prodotto, al fine di cercare di cavalcare l’onda di questo boom.
Come è nato però questo boom? GPT-3.5 è un “Large Language Model” che è stato integrato nel servizio di chat gratuito “ChatGPT” e che ha dimostrato capacità conversazionali mai viste prima di quel momento, risultato capace di svolgere diversi compiti sotto richiesta in modo molto fedele a quello di un umano, riuscendo a velocizzare impressionantemente diversi task lavorativi. Da quel momento sino ad ora, la tecnologia dell’intelligenza artificiale migliora in modo impressionante ogni mese, grazie anche al gigantesco flusso di denaro che ruota attorno alle aziende che la sviluppano. Tant’è che OpenAI, l’azienda madre di ChatGPT, sta attualmente mutando dall’essere una società di tipo no-profit a società a scopo di lucro.
L’intelligenza artificiale è diventata argomento di numerose discussioni ed è un tema estremamente divisivo. Certi la definiscono una rivoluzione che porterà solo miglioramenti alla società ed altri (un po’ più coi piedi a terra) pensano l’opposto. Ci sono anche diverse figure, tuttavia non realmente conoscenti della materia, che mettono in dubbio l’attuale potenza dell’IA in quanto pensano che ancora non sia una tecnologia pronta a cambiare il mondo (indifferentemente se in modo positivo o negativo). Nello specifico hanno sottovalutato la potenza dell’intelligenza artificiale in quanto committente di diversi errori se paragonati con dei professionisti umani in uno stesso ambito. Certamente l’intelligenza artificiale non è una mente infallibile, tuttavia questo atteggiamento di definire l’IA mai all’altezza, di fatto mette implicitamente alla luce l’unica verità dietro alle espressioni di queste persone, ossia: la paura. Le persone iniziano a temere la capacità dell’IA di semplificare in pochi minuti attività che prima duravano ore, e lo sviluppo rapidissimo che porta l’IA a permettere cose un mese prima impensabili preoccupa. Ma per cosa? Per il lavoro.
Diciamocelo chiaramente, viviamo in una società che applica il modello capitalista, dunque detto in parole povere: Persona X lavora per avere soldi con il quale poter comprare beni e bisogni per sopravvivere, persona Y paga la persona X con i soldi ricavati dalla vendita di un bene o servizio permesso dal lavoro della persona X.
In questi ultimi anni a seguito del boom delle IA, si sentono numerose notizie di licenziamenti in tutti i tipi di industrie, in quanto non solo grazie all’IA si ha bisogno di meno dipendenti in quanto ogni dipendente può produrre di più, ma intere sezioni in numerose aziende sono state rimpiazzate da un singolo sistema IA.
E questo NO, non è un fattore positivo, certamente lo è per l’imprenditore, che riduce ulteriormente i costi aumentando la produttività, ma l’IA per chiunque ne sappia un minimo in materia è chiaramente una tecnologia che sta facendo ADESSO un grande cambiamento storico alla società. L’IA sta attualmente dando l’assaggio del problema che causerà a QUESTA società e sarà INDUBBIAMENTE capace di portarla al totale declino, un capitalismo decadente, praticamente un mondo cyberpunk.
Se adesso possiamo osservare in numerose aziende la sostituzione di impiegati con sistemi automatizzati IA in settori che svolgevano compiti lunghi e ripetitivi, come ad esempio: disegnatore, segretaria, assistenza clienti, scrittori tecnici, linguisti, traduttori, copywriter, correttori di bozze, analisti di dati, gestione di campagne marketing, socia media manager, videomaker, grafico, analista di mercato, gestione delle risorse umane, attività editoriali. Nel futuro vedremo anno dopo anno, nascere o evolvere IA capaci di rimpiazzare i lavori più complessi, fino ad arrivare persino a lavori pratici e fisici come ad esempio: l’operaio, disegnatore, regista, attore, cuoco, cameriere, babysitter, autista ecc…, si potrebbe continuare fino a finire tutti i lavori esistenti, forse tranne gli sportivi altrimenti guardare lo sport diventerebbe una barzelletta.
Purtroppo questo accadrà:
- Perché chi conosce bene la materia sa perfettamente che ormai siamo al punto in cui riuscire ad automatizzare tutti i lavori non è più un problema tecnicamente inarrivabile o impensabile, manca solo il tempo (comunque rapidissimo in relazione a quelli di tutte le altre invenzioni e tecnologie fatte dalla specie umana).
- Ci sono le prove ufficiali di test su IA ancora in sviluppo che saranno capaci di produrre video di stampo cinematografico con dettagli curatissimi oppure capaci di controllare unità robotiche capaci persino di compiere acrobazie (per vantarsi dei progressi e dare dimostrazione delle capacità della tecnologia).
- Gli imprenditori vorrebbero potersi risparmiare lo stipendio di ogni loro dipendente più di quanto un libanese vorrebbe riavere una casa o i suoi famigliari in vita.
Quindi in definitiva, perché la gente teme l’IA nel contesto lavorativo? A parte che se hai seguito il discorso è ovvio, però te lo dico lo stesso per concludere.
Persona X non riesce più a trovare lavoro e quindi non può più comprare beni o servizi, che sono prodotti dalle attività della persona Y che dopo aver avuto impennate nei guadagni in quanto tutte le attività lavorative della sua attività sono state sostituite da IA inizia a vedere i suoi guadagni precipitare quasi fino a fermarsi in quanto non vi è più la presenza di clienti. Dunque, rimangono le persone X che muoiono di fame e tornano al baratto, e i clienti Y che hanno quantità di denaro più elevate della quantità di molecole nel pianeta terra e che non possono spendere in niente, se non come moneta in una microeconomia formata dai pochi imprenditori rimasti sul pianeta. Questa è quindi una stagnazione totale dell’economia e quindi di un aumento vertiginoso della povertà globale, tipo 98%.
No, non credete alla favola che ci sarà un reddito base per tutta l’umanità, perché allora comunque gli imprenditori si arricchirebbero sempre di più nel cercare di succhiare più soldi in cambio di beni e servizi che producono senza costi grazie a tecnologie che si potrebbero addirittura automantenere. Questa pratica renderebbe in pratica tutte le persone aventi questo reddito paritario solo delle pedine per far diventare sempre più ricche quelli già più ricchi.
La soluzione migliore in una situazione del genere sarebbe quella di abbattere la moneta, tanto non ha alcun senso con un mezzo così potente come l’IA.
Se devo dare una opinione personale, su quello che ci aspetta nel futuro a causa delle implicazioni nel mondo del lavoro dell’IA, direi letteralmente che “siamo tutti nella merda” ma meglio che mi corregga che mi ci sento io, ovunque mi giro vedo gente esaltata per cose che in realtà le stanno affondando e nemmeno se ne accorgono. Io dinanzi a me vedo un modo destinato ad essere sempre peggio a causa delle strade prese dall’umanità in questi anni e negli scorsi decenni, io non so se combattere o meno in prima linea per avere un mondo migliore, più giusto, non so se ne ho il coraggio o le capacità, rimarrò pero sempre con gli occhi e orecchie aperte per vedere e ascoltare quello che c’è realmente davanti a noi e quello che sta per arrivare.
La verità è che una soluzione che mira ad evitare questa stagnazione c’è ma la reputo abbastanza improbabile a causa dell’indottrinamento capitalista che ormai c’è, questa fede in questo sistema economico prossimo al suo collasso con cui esso l’umanità intera.